SANTA MARIA NOVELLA STORIA – DECIMA PARTE

Cappella Gondi. A sinistra dell’altare maggiore, la prima cappella è dedicata a S. Luca, perché qui il 18 ottobre 1279, festa di S. Luca, fu posta la prima pietra della nuova chiesa. La cappella è conosciuta anche come cappella del Crocifisso, perché conserva una delle opere più singolari di Filippo Brunelleschi.

Le pareti anticamente erano affrescate, ma nel 1503, quando la cappella divenne di patronato della famiglia Gondi, furono ornate di marmi bianchi con specchi di porfido, colonnette di marmo nero e sedili marmo bianco. Il disegno è di Giuliano da Sangallo. Nell’arco addossato alla parete di fondo è il celebre Crocifisso di Brunelleschi, donato a S. Maria Novella nel 1443.

Secondo il Vasari, Brunelleschi scolpì questa opera d’arte in competizione con Donatello (il quale aveva fatto il Crocifisso che si trova nella cappella Bardi di S. Croce), per dimostrargli come si sarebbe dovuta realizzare, senza peccare di realismo troppo crudo, la figura del Cristo in croce.

Cappella Gaddi. La cappella successiva è dedicata a S. Girolamo patrono della famiglia Gaddi che ne ebbe il patronato nel 1566. L’architettura è di Giovanni Antonio Dosio, discepolo di Michelangelo, che la ideò secondo lo stile del maestro. L’altare è a mensa doppia, alla maniera degli altari papali.
Sotto l’altare fu deposto il corpo di fra Remigio de’ Girolami (+1319), oratore della Repubblica Fiorentina, discepolo di S. Tommaso d’Aquino, che diffuse in Firenze il pensiero teologico del grande maestro.

Le due tombe laterali del Cardinale Niccolò Gaddi (a destra) ed del Cardinale Taddei Gaddi (a sinistra) si dice siano state lavorate a Roma su disegno di Michelangelo. I due bassorilievi di marmo bianco di Giovanni Bandini, detto Giovanni dell’Opera, discepolo di Baccio Bandinelli, rappresentano la Presentazione di Maria al tempio (a destra) e lo Sposalizio di Maria (a sinistra). La tavola dell’altare (Resurrezione della figlia di Giairo) è di Agnolo di Cosimo, detto Bronzino.
Le pitture della volta, con storie della Vita di S. Girolamo, sono di Alessandro Allori. Degno di nota il pavimento ben disegnato e composto di marmi vari (porfido, verde antico, granito orientale).